Salone del Libro di Torino 2026: tema, ospiti e novità della XXXVIII edizione
Torna a occupare gli spazi industriali riconvertiti del Lingotto Fiere, da giovedì 14 a lunedì 18 maggio 2026, la XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, ancora sotto la direzione di Annalena Benini.
Il tema scelto – Il mondo salvato dai ragazzini – non è soltanto un omaggio letterario a Elsa Morante, ma una dichiarazione di intenti. Il titolo dell’opera morantiana diventa chiave di lettura del presente: un invito a guardare all’infanzia e all’adolescenza non come categorie anagrafiche, ma come energie critiche capaci di scardinare il cinismo e di riscrivere il futuro.
Il manifesto, firmato da Gabriella Giandelli, traduce visivamente questo slancio: una poetica sospesa tra quotidiano e visionario, cifra stilistica di un’artista che da anni dialoga con quotidiani, riviste e case editrici. L’immagine non è semplice ornamento grafico, ma primo gesto narrativo di un’edizione che vuole rimettere al centro lo sguardo giovane.
Un Salone che vive tutto l’anno
La presentazione ufficiale, avvenuta il 4 febbraio al Politecnico di Torino, ha restituito l’idea di una manifestazione che non si esaurisce nei cinque giorni fieristici. “Aspettando il Salone” è ormai una prassi consolidata: il 18 marzo, all’Aula Magna della Cavallerizza Reale, sarà ospite Gisèle Pelicot in dialogo con Annalena Benini. Un incontro che preannuncia l’attenzione del Salone ai temi civili e al dibattito internazionale.
L’apertura: Zadie Smith e l’adolescenza come vertigine
Ad aprire simbolicamente il Salone, il 13 maggio, sarà il tradizionale evento con Rai Radio3. Ma il cuore inaugurale sarà la lezione di Zadie Smith, tra le voci più acute della narrativa contemporanea.
Il titolo – Ogni cosa era estrema. Ed è tuttora così. Una riflessione sull’adolescenza – promette una meditazione sull’età dell’eccesso, dell’assoluto, dell’identità in formazione. In un’epoca che tende a medicalizzare o banalizzare il disagio giovanile, la scelta di affidare a Smith questa apertura è un gesto culturale forte: l’adolescenza come spazio di tensione creativa, non come problema da risolvere.
Grecia ospite, Umbria protagonista
La Grecia sarà il Paese Ospite: una scelta che intreccia mito, democrazia e letteratura, ma anche crisi e resilienza contemporanea. L’Umbria, Regione Ospite, porterà al Lingotto il suo tessuto editoriale e culturale, tra tradizione e nuove progettualità.
La nuova sezione: quando i giovani curano il presente
La vera novità di questa edizione è la nona sezione, intitolata proprio Il mondo salvato dai ragazzini. Non è una semplice area tematica, ma un gesto politico e culturale: affidare la curatela a ragazze e ragazzi che hanno collaborato con il Salone nel biennio precedente.
Veronica Frosi, Gloria Napolitano, Lorenzo Riggio, Sebastian Tanzi e Francesca Tassini hanno ideato incontri dedicati alla contemporaneità, inaugurando con Luca Dodaro, ideatore di Illuminashow. È il segno di un passaggio di testimone simbolico: i giovani non come pubblico target, ma come produttori di senso.
I curatori e i primi nomi annunciati
Le sezioni tematiche confermano la cifra plurale del Salone:
- Melania Mazzucco (Arte) aprirà un ciclo sulle vite degli artisti con Annie Cohen-Solal.
- Francesco Piccolo (Cinema) dialogherà con Paola Cortellesi, Giulia Calenda e Furio Andreotti a partire dalla scrittura di C’è ancora domani.
- Matteo Lancini (Crescere) affronterà il disagio evolutivo con Daniele Mencarelli.
- Luciana Littizzetto (Leggerezza) dialogherà con Mara Maionchi e Orietta Berti.
- Erin Doom (Romance) porterà il fenomeno editoriale contemporaneo al centro della scena.
- Alessandro Piperno (Romanzo) rifletterà sui classici a partire da Lolita di Vladimir Nabokov, con Silvia Avallone.
Tra gli ospiti internazionali spiccano Petros Markaris, Emmanuel Carrère, Valeria Luiselli, David Grossman, Irvine Welsh, Ece Temelkuran, Abraham Verghese e Lea Ypi.
Molti di loro parteciperanno a L’AutoreInvisibile, il ciclo curato da Ilide Carmignani dedicato alla traduzione editoriale: un’operazione preziosa che restituisce dignità pubblica a chi rende possibile la circolazione delle idee.
Bookstock: la pedagogia dell’ascolto
Il Bookstock, sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo, conferma il suo ruolo centrale. Dai percorsi Nati per leggere al Silent Book Contest – Gianni De Conno Award, fino ai tornei di poetry slam e alla maratona multilingue Intrigo Internazionale, il Salone investe su un’idea di lettura come pratica comunitaria.
Qui la parola “giovani” non è slogan, ma metodo: gruppi di lettura, percorsi di formazione scuola-lavoro, progetti come Adotta uno scrittore costruiscono una filiera culturale che guarda al lungo periodo.
Spazi, contaminazioni, premi
Il Salone 2026 amplia i suoi spazi con Il Club, area dedicata alle arti performative, e rinnova le collaborazioni con la Pinacoteca Agnelli (La Pista 500) e Aboca (Bosco degli Scrittori). Torna il Romance Pop Up negli spazi UCI Cinemas del Lingotto e il programma dedicato allo sport, con la presenza annunciata di Roberto Baggio.
Non mancano i premi: dal Premio Ernesto Ferrero – Fondazione CRT al Premio Mondello, fino al Concorso Lingua Madre e al Premio Nati per Leggere.
E poi il Salone OFF, dal 8 al 19 maggio, che porterà libri nelle carceri piemontesi con Voltapagina, nei musei cittadini e nei condomini di periferia con Il Ballatoio – storie a domicilio. La letteratura come gesto diffuso, capillare, democratico.
Un laboratorio culturale, non una vetrina
Questa XXXVIII edizione sembra voler superare l’idea del Salone come semplice grande mercato editoriale. L’impressione è che si stia lavorando a un dispositivo culturale più complesso: un luogo in cui editoria, formazione, attivismo e spettacolo dialogano.
Se il mondo può essere “salvato dai ragazzini”, è perché qualcuno decide di ascoltarli. E il Salone del Libro, nel 2026, sceglie di farlo non per moda, ma per necessità.

Chi ci sarà al romance pop up del 2026? Non sono ancora stati annunciati i nomi ufficiali e mi sembra sbagliato