Musica

Lina Gervasi incanta Taormina: il theremin protagonista dell’Alta Sartoria Dolce&Gabbana

Nel Teatro Antico di Taormina, dove ogni forma d’arte è inevitabilmente chiamata a confrontarsi con la storia, il suono del theremin ha aperto uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’Alta Moda internazionale. Protagonista della performance musicale che ha introdotto la serata Dolce&Gabbana Alta Sartoria del 14 luglio è stata Lina Gervasi, musicista siciliana che ha costruito attorno a questo insolito strumento elettronico un percorso artistico personale e riconoscibile.

Per Gervasi si tratta di un nuovo passaggio significativo dopo la partecipazione, in qualità di solista, alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi Milano-Cortina 2026 all’Arena di Verona. Due scenari monumentali, due eventi di grande risonanza e un unico elemento di continuità: la capacità del theremin di trasformare il gesto nello spazio in materia sonora.

Uno strumento che si suona senza essere toccato

Inventato nei primi decenni del Novecento, il theremin conserva ancora oggi qualcosa di enigmatico. Non possiede tasti, corde o superfici da percuotere. L’esecutore non lo tocca, ma interviene sul campo elettromagnetico generato da due antenne: una mano governa l’altezza delle note, l’altra ne regola il volume.

Il risultato è un suono mobile, impalpabile, spesso associato all’immaginario fantascientifico e cinematografico. Nelle mani di Lina Gervasi, tuttavia, il theremin non è soltanto una curiosità tecnologica o uno strumento capace di produrre effetti sorprendenti. Diventa una vera voce solista, fragile e potente allo stesso tempo, capace di sostenere melodie, creare tensioni e dialogare con altri strumenti.

La performance di Taormina si è sviluppata insieme a un ensemble composto da chitarra, quintetto d’archi e quattro coriste. Una formazione pensata per ampliare la dimensione espressiva del theremin, collocandone il timbro all’interno di un paesaggio musicale sospeso tra suggestioni cinematografiche, atmosfere evocative e scrittura contemporanea.

“Rising”: una musica dedicata alla trasformazione

Il momento centrale dell’esibizione è stato “Rising”, composizione originale di Lina Gervasi costruita attorno ai temi dell’ascesa, della luce e della rinascita. Non una semplice introduzione musicale alla sfilata, dunque, ma il tentativo di creare una relazione tra il linguaggio sonoro e l’universo visivo dell’Alta Sartoria.

In una serata dominata dalla ricchezza dei tessuti, dalla precisione artigianale e dalla forza simbolica degli abiti, il theremin ha proposto una presenza di segno opposto: invisibile, immateriale, impossibile da afferrare. Da una parte la concretezza delle creazioni sartoriali, costruite attraverso lavorazioni, ricami e dettagli; dall’altra un suono generato dal movimento delle mani nell’aria.

È proprio in questo contrasto che la performance ha trovato una delle sue ragioni più interessanti. Moda e musica hanno condiviso lo stesso spazio senza limitarsi a procedere parallelamente. Il gesto della musicista, necessario per modellare ogni nota, è diventato esso stesso parte dello spettacolo, quasi una coreografia capace di anticipare il movimento degli abiti sulla scena.

«Con “Rising”, brano che parla di ascesa, luce e trasformazione, ho cercato di creare un dialogo sonoro con quell’universo estetico, lasciando che il theremin diventasse una voce sospesa nel tempo e nello spazio», ha spiegato l’artista.

Il Teatro Antico come spazio vivo

Esibirsi nel Teatro Antico di Taormina significa entrare in un luogo che non può essere considerato una semplice cornice. L’architettura, il paesaggio e la memoria delle rappresentazioni che nei secoli hanno attraversato quello spazio intervengono nella percezione di ogni evento contemporaneo.

La scelta del theremin ha introdotto nel teatro una presenza sonora legata alla modernità tecnologica, ma capace di adattarsi alla solennità del luogo. Il passato monumentale e il futuro elettronico si sono incontrati attraverso un’esecuzione dal vivo: un incontro apparentemente insolito, ma coerente con la natura stessa del teatro, da sempre spazio di trasformazione e contaminazione.

Anche l’abito indossato dall’artista ha contribuito alla costruzione complessiva della performance. Lina Gervasi ha vestito creazioni e accessori Dolce&Gabbana ed è stata seguita personalmente da Domenico Dolce. Il suo corpo, il movimento delle mani, il disegno dell’abito e il suono prodotto senza contatto hanno così formato un’unica immagine scenica.

Non si è trattato soltanto di accompagnare musicalmente una sfilata. La performance ha contribuito a definire l’atmosfera dell’evento, introducendo il pubblico in una dimensione nella quale l’Alta Sartoria poteva essere percepita non esclusivamente come esposizione di abiti, ma come costruzione narrativa e spettacolare.

Il percorso internazionale di Lina Gervasi

Thereminista, flautista, cantante e compositrice, Lina Gervasi proviene da una formazione classica in flauto traverso. Nel tempo ha elaborato un linguaggio nel quale confluiscono cantabilità melodica, ricerca timbrica, musica cinematica, repertorio contemporaneo e composizioni originali.

Ha collaborato, tra gli altri, con Riccardo Muti, Giovanni Sollima e Claudio Simonetti, portando il theremin in contesti orchestrali, audiovisivi e performativi differenti. Il suo lavoro assume un valore particolare anche per la capacità di far conoscere al grande pubblico uno strumento ancora poco frequentato, liberandolo progressivamente dagli stereotipi che lo hanno accompagnato.

Il rischio, quando si utilizza uno strumento così raro, è infatti quello di essere ricordati soprattutto per la sua eccentricità. Gervasi sembra invece procedere nella direzione opposta: non mostrare il theremin come un oggetto sorprendente, ma dimostrare quanto possa diventare espressivo quando è sostenuto da una precisa visione musicale.

Dall’Arena di Verona al Teatro Antico di Taormina, il 2026 rappresenta quindi un anno importante nel percorso della musicista siciliana. Ma il dato più interessante non riguarda soltanto il prestigio dei palcoscenici raggiunti. Riguarda soprattutto la possibilità di vedere uno strumento nato più di un secolo fa trovare una nuova centralità nel dialogo con la moda, il cinema, la tecnologia e lo spettacolo contemporaneo.

Il theremin continua a produrre suono attraverso il vuoto. Lina Gervasi, muovendo le mani senza toccarlo, trasforma quel vuoto in racconto.

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