Teatro

Orsini e Branciaroli in scena a Catania: tutto su I ragazzi irresistibili

Dal 10 al 15 febbraio 2026 il palcoscenico del Teatro Verga accoglie uno degli appuntamenti più attesi della stagione: I ragazzi irresistibili di Neil Simon, affidato all’interpretazione di due giganti della scena italiana, Umberto Orsini e Franco Branciaroli, con la regia di Massimo Popolizio.

Non è soltanto una commedia brillante. È un confronto tra due maschere del teatro che, dietro il sorriso, portano il peso del tempo.


Una reunion che è resa dei conti

La trama è nota ma sempre sorprendente nella sua efficacia: due anziani attori di varietà, un tempo coppia comica leggendaria, vengono convocati per una serata celebrativa in televisione. Dopo anni di separazione, rancori e silenzi, Willy Clark (Branciaroli) e Al Lewis (Orsini) si ritrovano a condividere lo stesso spazio scenico.

Quello che dovrebbe essere un semplice revival si trasforma in una resa dei conti esilarante e crudele. I dialoghi, cesellati con l’infallibile meccanismo drammaturgico di Simon, alternano battute fulminanti a silenzi carichi di nostalgia.

La comicità, qui, è sempre attraversata da una vena malinconica. Il teatro diventa specchio della fragilità umana: la vecchiaia, la paura dell’oblio, l’orgoglio ferito, il bisogno – mai dichiarato – di essere ancora riconosciuti.

Non è un caso che sotto la brillantezza americana si avverta un’eco europea: tra le pieghe del testo affiorano suggestioni che ricordano Samuel Beckett e Anton Čechov. Il riso si fa attesa, il battibecco si trasforma in confessione, la gag in meditazione sul tempo.


Orsini e Branciaroli: due scuole, una sfida

Il valore aggiunto di questa produzione è l’incontro tra Orsini e Branciaroli, due interpreti che rappresentano linee diverse ma complementari del nostro teatro.

Orsini porta in scena un’eleganza ferita, una leggerezza apparente che nasconde abissi interiori. Branciaroli, con il suo timbro ironico e tagliente, scolpisce un personaggio ruvido, orgoglioso, incapace di cedere.

La regia di Popolizio evita ogni sentimentalismo: il ritmo è serrato, quasi musicale, e lascia emergere con precisione chirurgica la dialettica tra rivalità e affetto. Non c’è nostalgia compiaciuta, ma un’analisi lucida del mestiere dell’attore e delle sue contraddizioni.


Una macchina scenica al servizio degli attori

Accanto ai due protagonisti, completano il cast Flavio Francucci, Sara Zoia, Giorgio Sales ed Emanuela Saccardi.

Le scene di Maurizio Balò ricostruiscono uno spazio intimo e disadorno, quasi una stanza della memoria. I costumi di Gianluca Sbicca, le luci di Carlo Pediani e il suono di Alessandro Saviozzi contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa tra presente e passato.

Lo spettacolo, della durata di due ore (intervallo incluso), è prodotto da Teatro de Gli Incamminati, Compagnia Orsini e Teatro Biondo Palermo, in collaborazione con CTB Centro Teatrale Bresciano, AMAT e Comune di Fabriano.


Un incontro con il pubblico

Giovedì 12 febbraio alle 18.30, al Ridotto del Teatro Verga, la compagnia incontrerà il pubblico: un’occasione preziosa per entrare nel laboratorio creativo di uno spettacolo che parla di teatro facendo teatro.


Calendario e biglietti

Rappresentazioni:

  • Martedì 10 febbraio 2026 – ore 20:45
  • Mercoledì 11 febbraio 2026 – ore 17:30
  • Giovedì 12 febbraio 2026 – ore 20:45
  • Venerdì 13 febbraio 2026 – ore 17:30
  • Sabato 14 febbraio 2026 – ore 20:45
  • Domenica 15 febbraio 2026 – ore 17:30

Prezzi Sala Verga:
Prime, sabato sera, domenica e festivi:

  • Intero: 25 euro
  • Ridotto: 20 euro

Repliche:

  • Intero: 20 euro
  • Ridotto: 18 euro

Under 30 e universitari: 12 euro


Il teatro come specchio del tempo

I ragazzi irresistibili non è solo il racconto di una coppia comica al tramonto. È una riflessione sul mestiere dell’attore e sulla memoria collettiva dello spettacolo.

In un’epoca dominata dall’immagine effimera, Neil Simon – attraverso due vecchi “ragazzi” – ci ricorda che il teatro resta l’arte dell’incontro, del conflitto, della presenza viva.

E forse è proprio in questo scontro tra giganti che il pubblico catanese potrà riconoscere qualcosa di più universale: la difficoltà di separare l’orgoglio dall’affetto, la scena dalla vita.

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