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Leo Ortolani torna a Etna Comics: il ritorno di un maestro che ha cambiato il fumetto italiano

Certe presenze, in un festival, non si limitano ad arricchire il programma: lo definiscono. Il ritorno di Leo Ortolani a Etna Comics, dal 30 maggio all’1 giugno al centro fieristico Le Ciminiere di Catania, appartiene proprio a questa categoria. Non è soltanto l’annuncio di un ospite prestigioso, ma il segnale di una continuità affettiva e artistica che lega uno dei più grandi autori del fumetto italiano contemporaneo a una delle manifestazioni più amate del Sud Italia.

Per i lettori, gli appassionati, i collezionisti e per chiunque abbia attraversato almeno una volta l’universo dissacrante di Rat-Man, si tratta di un appuntamento dal valore quasi simbolico. Ortolani non arriva a Catania come semplice nome da locandina: torna in un contesto con cui ha già scritto una pagina importante della propria storia pubblica. Nel 2014, infatti, firmò il manifesto della quarta edizione del festival, lasciando un’immagine rimasta impressa nella memoria collettiva dell’evento, e nello stesso anno ricevette anche il Premio Eliodoro per il “miglior personaggio comico”.

La sua presenza, stavolta, assume un significato ulteriore: sarà infatti per la prima volta ospite dell’Artist Alley, spazio che più di ogni altro restituisce la dimensione diretta e umana del rapporto tra autore e pubblico. È qui che il fumetto smette di essere soltanto pagina stampata e torna a essere incontro, dialogo, firma, sguardo condiviso. Nel caso di Ortolani, questa prossimità ha un peso speciale, perché pochi autori italiani sono riusciti come lui a costruire un legame tanto duraturo e trasversale con i lettori.

Parlare di Leo Ortolani significa inevitabilmente parlare di Rat-Man, personaggio nato nel 1989 e diventato in breve tempo molto più di una parodia supereroistica. Apparso inizialmente in circuiti indipendenti e poi approdato alla pubblicazione professionale, Rat-Man si è trasformato in una creatura narrativa capace di attraversare generi, linguaggi e generazioni. Il suo autore ne ha fatto il centro di una comicità irresistibile, ma anche uno strumento critico con cui leggere il mito del supereroe, i tic della cultura pop e, in fondo, le fragilità stesse dell’essere umano.

Ridurre Ortolani al solo umorismo, però, sarebbe un errore. La sua opera ha sempre mostrato una rara capacità di tenere insieme il registro comico e quello sentimentale, la citazione colta e il ritmo popolare, il gioco parodico e una sorprendente profondità emotiva. Nelle sue mani, il fumetto non è mai semplice intrattenimento: è un dispositivo narrativo che sa essere ironico senza diventare leggero, accessibile senza essere superficiale.

La sua carriera, del resto, racconta un autore in continua trasformazione. Dalle prime storie pubblicate su Spot, supplemento de L’Eternauta dedicato agli esordienti, fino all’approdo in Marvel Italia e alla lunga stagione di Rat-Man Collection, Ortolani ha progressivamente costruito un linguaggio personale, immediatamente riconoscibile. Le parodie dei grandi immaginari globali – da Star Wars a Rambo, da Avatar a Harry Potter e Twilight – non sono mai state semplici esercizi di stile, ma operazioni lucidissime di riscrittura, in cui il meccanismo comico diventa anche riflessione sui miti contemporanei.

È proprio questa la sua forza: riuscire a parlare a tutti, senza rinunciare alla complessità. Il pubblico ride, certo, ma insieme riconosce i codici, le ossessioni, le derive dell’immaginario moderno. Ortolani ha saputo fare della parodia un’arte nobile, restituendole dignità autoriale e facendone uno dei luoghi più vivi del fumetto italiano.

Negli anni, la sua produzione si è estesa ben oltre il personaggio che lo ha reso celebre. Basti pensare a Cinzia, pubblicato nel 2018, opera che ha mostrato con chiarezza la maturità di uno sguardo capace di affrontare identità, sentimenti e marginalità con leggerezza solo apparente. Oppure ai progetti legati alla divulgazione e all’avventura scientifica, come Luna 2069 e la cosiddetta “Trilogia dello spazio”, in cui il fumetto diventa ponte tra immaginazione, conoscenza e racconto. Più di recente, lavori come Night-Man e Tapum hanno confermato la volontà dell’autore di non fermarsi mai, di continuare a sperimentare temi, toni e ambientazioni.

In questo senso, l’arrivo di Leo Ortolani a Etna Comics non è soltanto un omaggio a una carriera già storica. È anche il riconoscimento di una presenza ancora centrale, di un autore che continua a dialogare con il presente e a interrogare il fumetto nelle sue possibilità espressive. In un tempo in cui la cultura visuale corre veloce e spesso consuma rapidamente i propri idoli, Ortolani resta una figura capace di durare perché non ha mai smesso di evolversi.

La quattordicesima edizione di Etna Comics si prepara così ad accogliere non solo un super ospite, ma un pezzo fondamentale della storia del fumetto italiano. Per Catania e per il suo pubblico sarà l’occasione di ritrovare un autore amatissimo; per il festival, quella di ribadire la propria capacità di essere luogo d’incontro tra memoria, immaginario e contemporaneità.

E forse è proprio questo il punto più bello del ritorno di Leo Ortolani: ricordarci che il fumetto, quando incontra il talento vero, sa ancora essere uno spazio di libertà, intelligenza e felicità condivisa.

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