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Festival del Cinema di San Lorenzo 2026: il quartiere diventa arena culturale sotto le stelle

Dal 1° al 15 luglio 2026, il Parco caduti del 19 luglio 1943, nel cuore del quartiere San Lorenzo, torna a trasformarsi in uno spazio di incontro, visione e partecipazione collettiva. Il Festival del Cinema di San Lorenzo 2026 non è soltanto una rassegna cinematografica gratuita: è una piccola mappa sentimentale e politica della cultura urbana, dove film, libri, musica, memoria e solidarietà internazionale si intrecciano in un programma pensato per abitare il quartiere, non semplicemente per attraversarlo.

San Lorenzo, con la sua storia popolare, universitaria, resistente e ferita, è il luogo ideale per una manifestazione che sceglie il cinema come linguaggio comune. L’arena gratuita diventa così una piazza contemporanea: ci si siede davanti a uno schermo, ma si finisce per condividere molto di più di una proiezione. Si condividono domande, ricordi, immaginari, contraddizioni.

Il programma si apre il 1° luglio con “Flow – Un mondo da salvare”, film d’animazione che porta sullo schermo una riflessione ecologica e poetica sulla sopravvivenza, sulla fragilità e sulla possibilità di ripensare il rapporto tra esseri viventi e ambiente. Il giorno successivo, 2 luglio, arriva un classico di grande fascino come “Il nome della rosa” di Jean-Jacques Annaud, presentato da Luigi Pruneti e Igor Camilli, con la moderazione di Sabrina Conti: un’occasione per tornare dentro un Medioevo oscuro e affascinante, dove il sapere è potere e la cultura può diventare terreno di conflitto.

Il festival non vive però soltanto di cinema. Il 3 luglio spazio al dj set di Gladdy Wax from London, mentre il 4 luglio il pomeriggio sarà dedicato alla presentazione dei libri di Valerio Marchi, con Cristiano Armati di Red Star Press, per poi proseguire con il concerto dei Klaxon. È uno dei tratti più interessanti della rassegna: la volontà di non separare i linguaggi, ma di metterli in dialogo. Il libro incontra la musica, la memoria incontra la socialità, il racconto diventa esperienza pubblica.

Il 5 luglio sarà proiettato “Oliver Stone: Intervista a Putin”, con ospiti Igor Camilli e Alberto Fazolo: un appuntamento destinato a stimolare discussioni, perché il cinema documentario, quando affronta il potere, non è mai neutrale. Il 6 luglio toccherà a “Nel tempo di Cesare” di Angelo Loy, accompagnato dalla mostra pittorica di Federica Vasselli.

Tra gli appuntamenti più attesi c’è senza dubbio quello del 7 luglio, con “Ferie d’agosto” di Paolo Virzì, presentato dallo stesso Virzì insieme a Silvio Orlando. Il film, ormai entrato nell’immaginario del cinema italiano contemporaneo, conserva intatta la sua capacità di raccontare il Paese attraverso il conflitto tra mondi sociali, linguaggi e visioni della vita. Rivederlo in un’arena popolare significa restituirgli una dimensione collettiva, quasi teatrale.

L’8 luglio sarà la volta di “Ernest e Celestine”, tenero e raffinato film d’animazione adatto a un pubblico trasversale. Il 9 luglio, invece, il programma si apre alla riflessione civile con la Rete dei Numeri Pari e la presentazione del libro “L’internazionale della terra” di Giuseppe De Marzo, insieme a un incontro con Loredana Minà e a un documentario sullo sport dedicato a Gianni Minà. Qui il festival mostra con chiarezza la sua vocazione: non intrattenere soltanto, ma creare consapevolezza.

Il 10 luglio torna la musica dal vivo con il concerto di Godzilla e le tre bambine coi baffi, seguito l’11 luglio dal dj set Dance with the Devil. Il 12 luglio sarà proiettato “Rosencrantz e Guildenstern sono morti”, con ospite Marco Castrichella, mentre il 13 luglio il pubblico potrà vedere “Maradona” di Emir Kusturica, con la presenza di Jorit: un incontro tra mito sportivo, cinema d’autore e immaginario popolare.

Il 14 luglio spazio ai più giovani, ma non solo, con “Le avventure del piccolo Nicolas”. La chiusura del 15 luglio sarà affidata a “Sergio e Sergei – Il professore e il cosmonauta”, con la partecipazione dell’Ambasciatore cubano, di Ulises Mora e Irma Castillo, e con la performance della scuola Clave del Son – Timbalaye. Una conclusione coerente con lo spirito della manifestazione: cinema come ponte tra culture, geografie e storie diverse.

Promosso e sostenuto da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, con il Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e con la produzione esecutiva dell’Associazione L’Assedio – Arte, Cinema, Cultura, Memoria, il Festival del Cinema di San Lorenzo si inserisce in una programmazione più ampia, prevista dal 18 giugno al 10 agosto 2026.

In tempi in cui la cultura rischia spesso di diventare consumo rapido o privilegio per pochi, una rassegna gratuita in un quartiere simbolico di Roma assume un valore preciso: riporta l’arte nello spazio pubblico, la rende accessibile, la fa diventare occasione di relazione. E forse è proprio questa la forza del Festival del Cinema di San Lorenzo: ricordarci che vedere un film insieme, ascoltare musica, partecipare a un incontro o scoprire un libro possono ancora essere gesti semplici e necessari di comunità.

La manifestazione è raggiungibile con i bus 71, 163, 211, 309, 448, 490, 495, 542 e 649. Il programma potrebbe subire variazioni.

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