“Argo” allo Stabile di Catania: la memoria diventa un viaggio interiore
“Argo” allo Stabile di Catania: quando la memoria diventa un viaggio interiore
C’è un teatro che non alza la voce, che non cerca l’effetto, ma scava con ostinata delicatezza nei territori più fragili dell’esistenza. È il teatro che approda alla Sala Futura del Teatro Stabile di Catania con Argo, in scena da giovedì 29 gennaio a domenica 1 febbraio: uno spettacolo commovente e necessario, che interroga il passato per capire quanto – e come – continui a pesare sul nostro presente.
Lo spettacolo nasce dal romanzo Storia di Argo di Maria Grazia Ciani, rielaborato in una drammaturgia originale da Letizia Russo, e trova nella regia di Serena Sinigaglia una forma scenica capace di unire rigore e compassione, memoria storica e sguardo contemporaneo.
Tre generazioni, un’unica ferita
Argo racconta l’incontro-scontro tra tre donne: Vera, 85 anni, Beatrice, 55, e Carla, 30. Tre età della vita, tre modi diversi di abitare il ricordo. A interpretarle sono Ariella Reggio, Maria Ariis e Lucia Limonta, protagoniste di una prova tutta giocata sull’ascolto reciproco, sui silenzi, sulle parole che arrivano tardi o non arrivano affatto.
Vera è affetta da Alzheimer. Nella sua coscienza che si sfalda, resiste un solo ricordo: quello di un cane, Argo, e con lui l’eco di Pola, la città istriana da cui fuggì bambina alla fine della Seconda guerra mondiale. È da lì che prende avvio il viaggio: Beatrice decide di riportare la madre in quel luogo mai più nominato, uno “strappo” rimosso per decenni, mentre Carla assiste e subisce il peso di una storia che non ha vissuto, ma che le appartiene.
Il peso della memoria
Serena Sinigaglia lo dice chiaramente: Argo non è un adattamento, ma una riscrittura necessaria. Il romanzo di Ciani diventa il punto di partenza per un testo ambientato nell’oggi, capace di mettere in relazione memoria individuale e trasmissione generazionale. Non c’è nostalgia, né retorica storica: c’è piuttosto una riflessione profonda e dolorosa su ciò che accade quando il passato non viene elaborato, quando il ricordo si trasforma in fardello.
La memoria, qui, non è solo un valore da custodire, ma anche un nodo da sciogliere. Può ferire, immobilizzare, avvelenare i rapporti. Solo lasciandola andare – suggerisce lo spettacolo – è possibile attraversarla e andare oltre: oltre il rancore, oltre il dolore, verso una forma possibile di futuro.
Un teatro della sottrazione
Con scene di Andrea Belli, costumi di Valeria Bettella e un disegno luci e suono firmato da Roberta Faiolo, Argo sceglie una messa in scena essenziale, che lascia spazio alle attrici e alla parola. La regia lavora per sottrazione, affidandosi alla forza del racconto e alla verità delle relazioni, senza mai forzare l’emozione.
Prodotto da Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e Teatro Stabile di Bolzano, lo spettacolo conferma come il teatro possa ancora essere luogo di elaborazione collettiva della memoria, soprattutto quando affronta le ferite della storia con uno sguardo umano e non ideologico.
Informazioni utili
📍 Sala Futura – Teatro Stabile di Catania
Calendario repliche:
- Giovedì 29 gennaio 2026 – ore 20.45
- Venerdì 30 gennaio 2026 – ore 17.30
- Sabato 31 gennaio 2026 – ore 20.45
- Domenica 1 febbraio 2026 – ore 18.00
⏱ Durata: 1h 15’
🎟 Biglietti:
- Intero: 12 euro
- Ridotto: 10 euro (under 25, universitari, abbonati)
📸 Foto di scena: Laila Pozzo
Argo è uno spettacolo che non offre soluzioni facili, ma pone domande necessarie. E lo fa con una grazia rara, ricordandoci che la memoria, se non condivisa, può diventare una prigione. E che il teatro, ancora una volta, può aiutarci ad aprirne le porte.
