Alessandro Barbero porta Garibaldi nel fumetto: la Storia incontra la nona arte
C’è un momento, nella vita delle figure storiche più celebrate, in cui la memoria pubblica rischia di trasformarsi in cartolina. Giuseppe Garibaldi lo conosce bene: l’eroe con il poncho, il condottiero romantico, il patriota dei due mondi, l’uomo delle imprese impossibili. Un’icona talmente sedimentata nell’immaginario nazionale da sembrare, a volte, più monumento che persona.
A rimettere in movimento quella statua arriva ora Alessandro Barbero, il divulgatore che più di altri ha saputo restituire alla Storia il ritmo del racconto orale, la forza dell’aneddoto, il piacere dell’intelligenza condivisa. Il professore torinese debutta infatti nel mondo del fumetto come autore di una graphic novel dedicata proprio a Garibaldi: Gar̶ribaldi. The British Tour, in uscita in autunno per Rizzoli Lizard.
Non si tratta, però, dell’ennesima celebrazione risorgimentale. Il libro sceglie un episodio meno frequentato, ma sorprendente: il viaggio di Garibaldi in Inghilterra nel 1864, quando il patriota italiano fu accolto come una vera celebrità internazionale. A Londra, la sua presenza scatenò un entusiasmo travolgente, con folle oceaniche e una partecipazione popolare che oggi potremmo definire quasi mediatica. Garibaldi, insomma, non fu soltanto un eroe politico e militare: fu anche un fenomeno di costume.
Ed è proprio qui che il fumetto può diventare uno strumento prezioso. La nona arte, quando è usata con intelligenza, non semplifica la Storia: la rende visibile. Le tavole possono restituire il rumore della folla, la teatralità degli incontri pubblici, l’energia di un mito che attraversa i confini e cambia pelle. Garibaldi, visto da questa prospettiva, appare meno come un santino patriottico e più come un personaggio vivo, contraddittorio, magnetico, capace di accendere passioni ben oltre l’Italia.
Il progetto nasce dall’incontro tra competenze diverse. Accanto a Barbero figura Davide Savelli, autore e divulgatore noto anche per il podcast Chiedilo a Barbero, mentre i disegni sono affidati alla fumettista Iris Biasio. La scelta visiva sembra andare nella direzione più interessante: non un rigido esercizio filologico, ma un racconto capace di tenere insieme accuratezza storica e vitalità narrativa. Garibaldi, in questa chiave, viene avvicinato quasi a una “vecchia rockstar”: una definizione che coglie bene la natura del fenomeno, perché racconta non solo l’uomo, ma anche il desiderio collettivo che si proiettò su di lui.
Il debutto di Barbero nel fumetto non arriva del tutto inatteso. La sua popolarità, alimentata da lezioni, conferenze, video e podcast, ha già assunto una dimensione trasversale. Barbero è ormai una figura che vive dentro e fuori l’accademia, capace di parlare tanto agli appassionati di storia quanto a chi, magari, dai manuali scolastici si era sentito respinto. La sua forza sta in una qualità rara: non abbassa il livello del discorso, ma alza la curiosità del pubblico.
In questo senso, il passaggio al graphic novel appare quasi naturale. Il fumetto biografico e storico, negli ultimi anni, ha dimostrato di poter essere un linguaggio adulto, raffinato, adatto a indagare la complessità del passato. Non sostituisce il saggio, ma lo affianca; non pretende di chiudere il discorso, ma può aprire una porta. E forse è proprio questa la sfida più stimolante di Gar̶ribaldi. The British Tour: raccontare la Storia non come una sequenza di date, ma come un teatro di passioni, immagini, propaganda, illusioni e memoria.
La presentazione è prevista il 28 ottobre al Lucca Comics & Games, alla presenza degli autori. Una cornice significativa, perché Lucca è da tempo molto più di un festival per appassionati: è un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni della cultura popolare, sui linguaggi ibridi, sulle nuove forme del racconto.
Garibaldi, del resto, si presta perfettamente a questa operazione. È stato uomo d’azione, simbolo politico, leggenda internazionale, icona visiva. La sua immagine ha attraversato l’Ottocento come oggi attraversano il mondo le immagini dei grandi protagonisti mediatici. Raccontarlo in un fumetto non significa renderlo più “leggero”, ma forse più vicino alla sua stessa natura pubblica: quella di un personaggio che, già in vita, fu guardato, raccontato, mitizzato.
Con questo nuovo lavoro, Barbero sembra volerci ricordare una cosa semplice ma essenziale: la Storia non è mai immobile. Cambia a seconda delle domande che le poniamo, dei linguaggi con cui la raccontiamo, degli occhi con cui scegliamo di guardarla. E se Garibaldi può ancora parlarci, forse è proprio perché non appartiene soltanto ai monumenti, ma anche alle piazze, ai libri, alle immagini e ora alle tavole di un fumetto.
