Cinema

Giffoni entra nel vivo: il cinema incontra i sogni di una generazione che non smette di immaginare

La 56ª edizione del Giffoni Film Festival ha ormai preso il via e, ancora una volta, la cittadina salernitana si è trasformata nel cuore pulsante del cinema dedicato alle nuove generazioni. Fino al 25 luglio, la Multimedia Valley sarà il punto d’incontro di cinquemila giurati, dai 3 ai 20 anni, arrivati da 35 Paesi del mondo e da oltre 500 città e borghi italiani, chiamati non solo a visionare i 104 film in concorso, ma soprattutto a confrontarsi con artisti, intellettuali e protagonisti della cultura contemporanea.

Il filo conduttore dell’edizione 2026 è “Le cose impossibili”, un invito a riflettere sulle difficoltà, sulle paure e sulle aspirazioni di una generazione che spesso si sente privata della possibilità di sognare. Un tema che attraversa l’intero programma del festival e che trova nel cinema il linguaggio privilegiato per raccontare fragilità, resilienza e desiderio di futuro.

Le prime giornate hanno già confermato la straordinaria capacità di Giffoni di alternare spettacolo e riflessione. L’inaugurazione ufficiale, alla presenza dell’assessore alla Cultura della Regione Campania Onofrio Cutaia, ha ribadito il valore di una manifestazione che continua a rappresentare un modello di dialogo tra istituzioni, cultura e giovani.

Tra i momenti più significativi c’è stato l’incontro con Dacia Maraini, protagonista della sezione Impact!, che ha offerto ai ragazzi una riflessione sul rapporto tra tecnologia, comunicazione e disumanizzazione, stimolando un confronto sui rischi della superficialità nell’epoca dei social network. Un dibattito che ha dimostrato come il festival continui a essere non soltanto una vetrina cinematografica, ma anche uno spazio di formazione civile e culturale.

Grande partecipazione anche per l’incontro con Matilda De Angelis, che ha dialogato con i giovani giurati raccontando il proprio percorso artistico e professionale, mentre la prima grande anteprima internazionale ha visto protagonista Bella Ramsey, star di The Last of Us e Game of Thrones, arrivata a Giffoni insieme al regista George Jaques per presentare Sunny Dancer, film d’apertura del festival. Una storia di crescita e resilienza che affronta con leggerezza temi complessi come la malattia e il desiderio di normalità, perfettamente in sintonia con lo spirito dell’edizione.

Ma Giffoni è appena entrato nel vivo. Nei prossimi giorni il programma continuerà a proporre un calendario ricchissimo di anteprime, incontri e masterclass. Tra gli appuntamenti più attesi figurano la presentazione del film Greta e le favole vere, con Raoul Bova e Sabrina Impacciatore, il live action Disney Oceania, la serie Netflix Minerva – La scuola, oltre alle anteprime di Je so’ pazzo, dedicato a Pino Daniele, e Se domani non torno, ispirato alla vicenda di Giulia Cecchettin.

Anche il parterre degli ospiti continuerà ad arricchirsi con protagonisti del cinema, della televisione e della musica. Sono attesi, tra gli altri, Benedetta Porcaroli, Francesca Chillemi, Beatrice Arnera, Fabrizio Gifuni, Anna Foglietta, Sarah Toscano, Nicolò Filippucci, Gianluca Gazzoli e Giovanni Allevi, chiamati a confrontarsi direttamente con il pubblico dei Giffoners in quello che rappresenta da sempre uno dei momenti più autentici della manifestazione.

Accanto al concorso cinematografico, il festival continua a investire nella formazione attraverso workshop dedicati ai mestieri del cinema, laboratori sul doppiaggio, sulla recitazione, sulla fotografia e sulla produzione audiovisiva. Cresce inoltre la dimensione trasversale della manifestazione con gli spazi dedicati allo sport, al food e ai grandi temi dell’attualità, confermando la volontà di trasformare Giffoni in un’esperienza culturale a tutto tondo.

A oltre mezzo secolo dalla sua nascita, il Giffoni Film Festival continua così a distinguersi per la capacità di mettere i giovani al centro, non come semplici spettatori ma come interlocutori privilegiati del mondo della cultura. In un tempo segnato da profonde trasformazioni sociali, il festival rinnova la propria missione: offrire ai ragazzi strumenti per comprendere il presente e immaginare il futuro, dimostrando che anche quelle che oggi sembrano “cose impossibili” possono diventare il punto di partenza per costruire una nuova realtà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *